Aste immobiliari nel 2021

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Il settore delle Aste immobiliari nel 2021 è ancora in calo dall’anno appena passato. Secondo Nomisma, una società che realizza ricerche di mercato, ha pubblicato un osservatorio sull’andamento del mercato immobiliare.

Secondo questo report abbiamo assistito ad una flessione stimata del 18% di compravendite di abitazioni con una contrazione media annua dei prezzi anticipata al 2,6%.

C’è stata quindi una decrescita nell’ultimo anno per via della pandemia. Un numero sempre minore di possibilità di andare a rogito e con un impatto importante sul numero di compravendite.

Un altro dato importante lo troviamo nella contrazione media annua dei prezzi, anticipata al 2,6% nello scenario di base.

Secondo il Vice Direttore di Banca Generali Andrea Ragainiil mattone piace, siamo cresciuti con la convinzione che non tradisca mai e che sia un investimento sempre redditizio. Ma il Covid-19 anche in questo campo ha accelerato in maniera molto forte una tendenza già in atto da tempo: oggi un immobile ha valore solo nella misura in cui riesce a produrre reddito e con la crisi indotta dal coronavirus questo non è affatto scontato. Il paradigma dell’immobile, e addirittura della città, è cambiato e sta cambiando a causa del Covid-19 e ciò pone seri dubbi per il settore real estate in un mondo che prima di dubbi ne aveva pochi”.

Andrea Ragaini per Business Insider

Andrea Ragaini infatti parla di valore solo di un immobile che riesce a produrre reddito.

Al momento quindi parliamo di immobili commerciali, che possano essere utilizzati per generare profitti, tramite un affitto e che rientrino nella categoria di immobili a reddito.

D’altronde anche il settore residenziale, del quale abbiamo visto una decrescita del 50% con le norme anti pignoramento prorogata fino al 31 Dicembre 2020.

Nel 2020 abbiamo assistito ad un rinvio di 123.000 aste a causa dell’emergenza sanitaria.Per un totale di 240.000 unità immobiliari messe all’asta, ma di cui solo 116.000 andate a rogito.

Sono quindi 116.637 aste effettuate di cui il 41% nel Nord Italia. Di cui il 70% viene da esecuzioni immobiliari ed il 28% da procedure concorsuali.

Vale ancora investire nelle aste immobiliari?

La risposta è Si!

Ma visto il periodo e i dati sopra elencati, non possiamo più pensare alle aste come negli anni precedenti. Bisognerà quindi fare delle scelte ancora più oculate studiando bene il settore di riferimento.

Se prima acquistare un’immobile all’asta voleva dire “investire oggi per avere una rendita più alta domani”, ora non conosciamo ancora con chiarezza il mercato dei prossimi anni. La scelta migliore da fare al momento rimane quella di investire su immobili che creino reddito sin da subito con l’affitto degli stessi.

Come scegliere l’immobile giusto?

In realtà non c’è una risposta chiara nè una formula magica da seguire.

Certo è che bisognerà sempre valutare la regola “location-location-location”, ossia scegliere d’investire in zone potenzialmente forti che possano generare un reddito immediato.

L’alternativa è consultare dei professionisti del settore che sappiano indirizzare la tua scelta e portare la tua asta al successo.

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